24.07.2010 11:37 di Napoli Magazine
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Fonte:Corriere della Sera
La Fiat è libera di produrre dove meglio crede, ma si spera che questo non vada a scapito dei lavoratori italiani. Lo ha detto Silvio Berlusconi rispondendo a una domanda nel corso della conferenza stampa con il presidente russo Dmitri Medvedev - parlando della decisione Fiat di spostare alcune produzioni in Serbia. «In una libera economia e in un libero Stato, un gruppo industriale è libero di collocare dove è più conveniente la propria produzione», ha affermato il presidente del Consiglio. «Mi auguro soltanto che questo non accada a scapito dell'Italia e degli addetti italiani a cui la Fiat offre il lavoro».
CHIAMPARINO - Secondo il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, l'amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, non intenderebbe «pregiudicare quella 'T' che nell'acronimo Fiat rimanda a Torino». Il sindaco lo ha detto in Consiglio comunale dopo aver parlato per telefono con Marchionne e con il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi. «A Marchionne ho chiesto che si possa affrontare il nodo Mirafiori e mi è sembrato di trovare da parte sua ampia disponibilità», ha reso noto il sindaco del capoluogo piemontese. «Dico questo senza indulgere a facili ottimismi». Quanto a Sacconi «ho apprezzato molto il suo gesto», ha detto Chiamparino riferendosi al tavolo che il ministro intende aprire. «Gli ho detto che però su quel tavolo deve mettere qualcosa in più della sua disponiblità. Non possiamo, né dobbiamo fare come la Serbia, e non aggiungo altro. Ma senza politica industriale non si va da nessuna parte».
SACCONI CONVOCA I SINDACATI - L'atteso intervento del governo sulla questione Fiat non si è fatto attendere. Il ministro del Welfare Sacconi ha convocato i vertici delle organizzazioni sindacali per mercoledì prossimo, 28 luglio.
L'ASSIST DI BONDI - Il ministro de Beni Culturali Sandro Bondi, coordinatore del Pdl, interviene in soccorso dei vertici Fiat pressati dai sindacati sul piede di guerra:«Marchionne non deve essere lasciato solo di fronte alle sfide innovative di cui è protagonista in Italia e nel mondo. La classe politica e soprattutto i sindacati siano all'altezza di queste sfide, pena il decadimento del nostro paese».
L'AVVISO DI BONANNI - «La Fiat deve fare chiarezza su tutto il progetto "Fabbrica Italia". Per questo all'amministratore delegato Marchionne diciamo: fermi le bocce, faccia luce sugli investimenti dell'azienda ed avvii una discussione aperta col sindacato, per tutti gli stabilimenti del Lingotto». E' la replica del leader della Cisl, Raffaele Bonanni, alle voci sul trasferimento della produzione in Serbia. «Occorre che la Fiat precisi il numero ed i nuovi modelli delle autovetture che intende produrre negli stabilimenti in Italia. Non aiutano in questo momento la confusione e le polemiche. Bisogna evitare di alimentare su questa delicata vicenda sindacale le strumentalizzazioni politiche che rischiano di scaricarsi sulla pelle dei lavoratori», conclude il sindacalista.
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